L’altare di Sant’Anna, realizzato nel 1724, è ornato da sculture di Francesco Robba e da una pala d’altare raffigurante Sant’Anna che insegna a leggere a Maria, opera del pittore veneziano Bartolomeo Letterini. Al posto delle colonne vi sono le statue di Santa Maria Maddalena e Santa Caterina d’Alessandria, mentre ai lati sono inginocchiati due angeli. Nell’attico si trova una rappresentazione di Sant’Ulrico (Urh), a memoria dell’antico altare dei santi confessori. Sant’Anna, madre della Vergine Maria e patrona delle madri, delle spose e delle partorienti, è celebrata il 26 luglio. Sull’altare si trovava anche la celebre opera di Ivan Grohar, La morte di Sant’Orsola (1901).

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L’altare di Sant’Anna, posto sulla sinistra dell’altare maggiore, è simmetrico rispetto all’altare di San Giovanni Nepomuceno, situato sul lato opposto, e ne completa l’architettura.
Pur essendo più sobrio rispetto all’altare gemello retrostante, risulta meno convenzionale rispetto ai due altari frontali.
Al posto delle colonne portanti, il coronamento dell’altare è sorretto da due statue in marmo bianco raffiguranti Santa Maria Maddalena e Santa Caterina d’Alessandria, opere di Francesco Robba, uno dei maggiori scultori barocchi attivi a Lubiana. La mensa dell’altare presenta un stipes che si allarga verso l’alto in forma trapezoidale, riccamente decorato con rilievi di foglie e testine angeliche.
Ai lati della mensa si trovano due coppie di basamenti: quelli interni sono ornati da testine di angeli, che si trasformano in fructones (motivi floreali scolpiti).

Nella nicchia centrale si trova il dipinto di Sant’Anna che insegna a leggere alla Vergine Maria, mentre Gioacchino le osserva sullo sfondo.
La tela è attribuita a Bartolomeo Letterini, uno dei principali pittori veneziani del XVIII secolo.
Ai lati della pala si trovano le due statue già citate, mentre sulle volute laterali sono inginocchiati due angeli scolpiti con vivacità ed espressività, con le ali spiegate.
Le volute salgono fino a pilastri con capitelli corinzi, che sorreggono una trabeazione riccamente articolata.
Sopra le statue delle sante, i capitelli a mensola sono decorati con testine di angeli e frutti scolpiti, così come l’arco sopra la pala è adornato da ulteriori testine angeliche.

L’attico, scandito da volute diagonali, riprende la struttura principale e si conclude con una cornice sporgente.
Al suo vertice è seduto un putto con la scritta “SANCTA ANNA”, accompagnato da due angioletti con i cartigli “INTERCEDE” / “PRO NOBIS”.
Al centro dell’attico è inserita un’immagine ovale di Sant’Ulrico, che ricorda l’antico altare dei santi confessori.
Nel 1720, il pavimento sopra la cripta crollò e le reliquie furono temporaneamente rimosse.
Nel 1724, la cripta fu restaurata e fu eretto l’altare attuale. Sulla mensa si trovava fino a tempi recenti la tela La morte di Sant’Orsola, dipinta da Ivan Grohar nel 1900/01 per la confraternita diocesana di Sant’Orsola per la buona morte, fondata nel 1899. Attualmente il dipinto è esposto su un pilastro di fronte all’altare. Sant’Anna, patrona delle madri, delle spose, della fertilità e delle vedove, si festeggia il 26 luglio. Santa Maria Maddalena (22 luglio) è la prima donna ad aver seguito Gesù, mentre Santa Caterina d’Alessandria (25 novembre) è una delle sante più raffigurate nella storia dell’arte, patrona di studenti, insegnanti e donne.

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