Realizzato tra il 1728 e il 1732, questo altare è una delle opere più importanti di Francesco Robba (1698–1757), figura centrale del barocco a Lubiana. La sua abilità eccezionale nella lavorazione del marmo gli valse grande fama, portandolo a ricevere commissioni anche dalla Carniola, dalla Carinzia e dalla Croazia.
L’altare è concepito come tabernacolo ed è straordinario per la complessità compositiva e l’uso raffinato del marmo colorato.
Sono presenti diciassette statue in marmo di Carrara, di cui particolarmente notevoli sono i due angeli adoranti, posti ai lati dell’altare: con le ali leggermente aperte e il capo inclinato con rispetto, sembrano essersi appena posati per onorare il Santissimo Sacramento custodito nel tabernacolo. Le loro mani giunte in preghiera esprimono una profonda devozione spirituale.
La parte superiore del tabernacolo è ornata da un armonioso gruppo di angeli musicanti, che suonano vari strumenti. Tra essi vi sono cinque putti musicisti: i due anteriori suonano violino e liuto, quelli posteriori cornetti, e in cima un angelo suona la tromba, simbolo della lode perpetua a Dio.
Sebbene fosse inizialmente previsto un fastoso coronamento marmoreo, questo non fu mai realizzato.
Alla sua inaugurazione, il 25 luglio 1732, i cittadini di Lubiana si radunarono in gran numero per ammirare la nuova opera.
In attesa della struttura definitiva, la parte superiore fu provvisoriamente decorata con una finta architettura dipinta, probabilmente da Franc Jelovšek, raffigurante San Pietro, San Giovanni Evangelista, San Paolo, San Giuda Taddeo e l’Assunzione della Vergine.
Dopo un incendio, l’affresco fu restaurato e nel 1828 rinfrescato da Matevž Langus.
Nel 1869, fu sostituito da un nuovo affresco di Janez Wolf, ispirato all’altare di Sant’Ignazio nella chiesa del Gesù a Roma, opera di Andrea Pozzo.
La pala d’altare, che raffigura San Giacomo come pellegrino, fu dipinta nel 1728 da Johann Karl Auerbach e proveniva da Vienna, in sostituzione di precedenti opere andate distrutte in incendi.
Il dipinto rappresenta San Giacomo che guarda la palma del martirio, portata da angeli discendenti, esprimendo così il suo desiderio di santità e sacrificio spirituale.
Pur non essendo stato completato secondo il progetto originario, l’altare di Robba rimane l’opera più preziosa della chiesa di San Giacomo.
La perfezione scultorea, l’intensità spirituale e l’eccellenza artistica dell’opera rappresentano l’apice dell’arte barocca in terra slovena.