La Cappella di San Francesco Saverio, annessa tra il 1667 e il 1670 sul lato nord della chiesa di San Giacomo, rappresenta l’unico esempio conservato di barocco in stucco a Lubiana. La sua pianta ottagonale è arricchita da decorazioni in stucco movimentate, otto cariatidi, ornamentazioni ricche e una cupola ottagonale con lanterna. La cappella è completata da sei grandi tele a olio con scene della vita del santo (1726), inserite in cornici in stucco. L’autore dei dipinti è sconosciuto, ma si ritiene che sia Daniel Savoy, un pittore di Dresda convertitosi al cattolicesimo proprio in questa chiesa. La pala d’altare centrale, Apoteosi di San Francesco Saverio, è opera di Paul Kühn e risale alla metà del XIX secolo.

L’ingresso alla cappella avviene tramite una grande arcata proveniente dalla prima cappella nord, posta prima del presbiterio. La struttura ottagonale e la composizione centrale elevata costituiscono un caso unico del cosiddetto barocco in stucco a Lubiana. L’architettura si ispira ai modelli lombardo-veneziani e si può confrontare con le opere di Diego Carlone e della sua bottega. L’ottagono ha consentito una decorazione in stucco ricca e articolata, ben diversa da quella tipica degli ambienti rettangolari.
La cappella è sormontata da una cupola a otto petali con lucernario centrale, a forma di tenda.
Lo spazio è suddiviso in due livelli:
- al piano inferiore, le pareti sono scandite da cornici in stucco per le tele;
- al piano superiore si aprono finestre ornate da stucchi, sopra le quali siedono coppie di putti con cartigli e stemmi degli Stati provinciali.
Sopra l’altare, un cartiglio reca la dedica della Carniola con la data 1669.
Gli angoli della cappella sono scanditi da pilastri, che nel piano superiore si trasformano in otto cariatidi quasi a tutto tondo, disposte nel livello della lanterna.
I campi della volta sono incorniciati da una decorazione vivace, con conchiglie, foglie d’acanto, ornamenti a orecchia e forme cartilaginee.
Le superfici destinate originariamente alla pittura nel livello inferiore sono oggi occupate da tele, mentre le cartouche a forma di pera nella volta sono rimaste non dipinte.
L’interno è completato da un corredo artistico straordinariamente ricco. Il monumentale altare in pietra è opera della bottega dello scalpellino Franc Grumnik di Lubiana, realizzato tra il 1709 e il 1720. È decorato da più di dieci statue in marmo a figura intera, scolpite da artisti barocchi italiani. La mensa centrale, sostenuta da quattro figure di mori, accoglie la statua del santo in abito sacerdotale, a memoria del suo corpo incorrotto custodito a Goa.
Accanto al santo si trovano due angeli – un serafino e un cherubino – opera di Paolo Gropelli. Il tabernacolo in pietra nera, nel 1719, fu ampliato con due nicchie in marmo contenenti angeli, e nel 1720 vi furono aggiunte le statue dell’Europa e dell’Africa, opera di Jacopo Contieri. L’Europa, dalla pelle chiara e rappresentata come regina, e l’Africa, dalla pelle scura e raffigurata come re, simboleggiano l’universalità dell’evangelizzazione. I nomi dell’autore sono incisi ai piedi dell’Europa e sul cuscino dell’Africa. Sull’attico dell’altare siedono due angeli scolpiti da Contieri sulle volute, mentre in cima si erge un angelo con tromba, opera di Angelo Putti. Ai lati della cappella si trovano sei grandi tele a olio con scene della vita di San Francesco Saverio, realizzate nel 1726 e inserite in cornici in stucco.
Probabilmente sono opera di Daniel Savoy, pittore originario di Dresda convertitosi al cattolicesimo in questa stessa chiesa. La pala centrale, Apoteosi di San Francesco Saverio, fu dipinta da Paul Kühn nella metà del XIX secolo.

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