
Studente del collegio gesuitico presso San Giacomo (1772–1773)
Anton Tomaž Linhart nacque l’11 dicembre 1756 a Radovljica.
Fin da giovane mostrò un talento spiccato per le lingue, poiché in casa la madre parlava prevalentemente sloveno, mentre il padre parlava tedesco e ceco. Studiò a Radovljica e a Lubiana presso San Giacomo, nel ginnasio dei Gesuiti (tra i suoi compagni di classe vi era Jurij Vega). Entrò per un breve periodo in un convento scolastico, ma successivamente ne uscì e, con il sostegno della nobiltà locale, studiò scienze commerciali e finanziarie a Vienna.
Fu una figura centrale dell’Illuminismo sloveno e pioniere nel teatro e nella storiografia; fu anche musicista, traduttore, archivista, bibliotecario, funzionario e poliglotta.
Nel 1786 fu nominato commissario del distretto di Lubiana e, in tale ruolo, guidò l’amministrazione scolastica della Carniola. La biblioteca del liceo di Lubiana, antesignana della Biblioteca Nazionale e Universitaria della Slovenia (NUK), fu fondata su sua iniziativa.
La sua prima opera letteraria fu una raccolta di poesie in tedesco, Blumen aus Krain (Fiori dalla Carniola), composta durante gli anni di studio. Proseguì con una tragedia, anch’essa in tedesco (Miss Jenny Love), scritta a Vienna.
Sotto l’influenza degli illuministi sloveni, in particolare di Žiga Zois, iniziò a scrivere anche in sloveno. Adattò e tradusse la commedia del drammaturgo tedesco Josef Richter Die Feldmühle (Il mulino di campagna), che intitolò Županova Micka (La Micka del sindaco), considerata la prima commedia slovena.
Seguendo il modello della commedia di Beaumarchais La folle journée ou le mariage de Figaro, scrisse per il pubblico sloveno un’altra commedia: Ta veseli dan ali Matiček se ženi (Quel giorno felice ovvero Matiček si sposa). Anton Tomaž Linhart morì il 14 luglio 1795 a Lubiana.
Il suo monumento funebre fu eretto nel cimitero monumentale di Navje nel 1840. France Prešeren gli dedicò un epitaffio, che è inciso sul suo memoriale.
Epitaffio di France Prešeren
Lasciò le vie del Parnaso tedesco,
e scrisse storie dell’antico tempo carniolano.
Chi non conosce Matiček, Micka, la figlia del sindaco,
se davvero gli sta a cuore la slovena nazione?
Sarà celebrato finché i morti si ridestano,
dalle Muse di casa: Talia e Clio.
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